Il coreografo Inger prova a delineare Don Giovanni «Confronto con un mito»

Tutte le anime di Don Giovanni nel ritratto sfaccettato che ne dà Johan Inger nel proprio nuovo lavoro per Aterballetto. Il coreografo svedese è tornato a misurarsi con la compagnia di Reggio Emilia, dopo i felici esiti del trittico Golden Days, con una creazione di largo respiro per 16 danzatori. “Don Juan” – in scena al Ravenna Festival oggi e domani, alle 21.30, al Teatro Alighieri – si basa su una partitura originale imbastita con il drammaturgo Gregor Acuña-Pohl, prendendo spunto dalle molte versioni del personaggio, dalla tradizione di Tirso de Molina alla lettura femminista di Suzanne Lilar. Ne scaturisce un profilo insolito, la storia di un uomo segnato dall’abbandono della madre e per questo spinto a trovare in molti grembi femminili quel calore che gli è mancato; un seduttore per destino, forse manipolato suo malgrado dalle donne che conquista. A rifinire una coproduzione giustamente ambiziosa, la musica originale di Marc Álvarez, con microspunti tratti da Gluck, le scene mobili di Curt Allen Wilmer, le luci di Fabiana Piccioli e i costumi di Bregje van Balen. Tutto sotto l’accurata supervisione scenotecnica di Carlo Cerri. «Ho scelto di indagare la figura di Don Giovanni perché penso sia una grande sfida confrontarsi con un mito – spiega Inger –. Avvicinarmi a un personaggio complicato come lui mi spinge a mettere in discussione il comportamento maschile. È intrigante cercare di incontrarlo, non difenderlo ma magari spiegarlo».

Con “Don Juan” il coreografo, abitualmente attratto da criteri compositivi più astratti, aggiunge un altro balletto di narrazione al proprio repertorio, accanto alla “Carmen” realizzata per la Compañía Nacional de Danza di Madrid, il “Peer Gynt” per il Balletto di Basilea e il “Petrushka” creato per Les Ballets de Monte-Carlo.


Biglietti da 10 a 40 euro, under 18 a 5 euro; info: 0544.249244 o sito www.ravennafestival.org

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