La febbre del calcio nel libro di Carrà «Dopo Spal-Bologna ho scelto di scrivere»

Esce oggi “La sindrome del pallone”, volume illustrato dall’autore L’autore ferrarese racconta il suo viaggio tra i “patiti” dello sport 

IL COLLOQUIO

Esce oggi il libro di Marcello Carrà “La sindrome del pallone – Origine, natura e cura della mania del calcio”, edito da La nave di Teseo. Il volume illustrato e a colori arriva in libreria con tempismo, non solo durante le battute finali degli Europei di Calcio ma anche, e soprattutto, in vista della finalissima che si giocherà domenica sera al Wembley Stadium. In vista dell’uscita dell’opera, che ha la prefazione di Luca Bottura e un testo di Antonio Rezza, l’autore racconta la sua genesi. «Il mio è un percorso di arte legato alle gallerie – dice Carrà –, volevo fare qualcosa di differente e, per uscire dal solito tracciato, ho deciso di iniziare a scrivere qualche paginetta in cui univo il testo al disegno, mai avrei immaginato che alla fine ne sarebbe uscito un libro».


Perché un lavoro proprio sul calcio?

«Guardando i telegiornali, buona parte della rubrica sportiva è dedicata al calcio, gli eventi secondari, come il calciomercato, per uno che non è appassionato, beh, cominciano ad essere stucchevoli. A 43 anni raggiunsi il massimo della sopportazione, così pensai che potesse essere interessante scrivere, e disegnare, di questo argomento».

Di che volume si tratta?

«Nel libro si prende un po’ in giro questo mondo, soprattutto la cornice degli interessi finanziari che ci sono dietro e le tifoserie non sempre pacifiche, il tutto sempre legato al bombardamento mediatico sul calcio. Ho scelto questo argomento, mi pareva avessi molto da dire benché non sia mai stato un grande appassionato di calcio».

Qui il calcio viene descritto come una “sindrome”.

«Proprio così. All’interno del libro distinguo diversi gradi di malattia per il calcio: ho voluto creare un batterio che è alla base della malattia del calcio, ho costruito il trattato sulla malattia del calcio, che ha il grado leggero, quello intermedio dell’appassionato e quello grave, io ho la forma leggera che si risveglia in occasione di Europei e Mondiali».

Allo stadio c’è mai stato?

«In vita mia ci sono andato solamente una volta, ero in tribuna e ho assistito a scene di offese personali fra tifosi, che mi hanno abbastanza impressionato: era Spal-Bologna in Serie A, vinsero i rossoblù 1-3. Stavo già scrivendo e ho pensato che era giusto andare allo stadio per toccare con mano la “febbre del calcio”: quella occasione mi ha incoraggiato ad andare avanti».

La componente illustrativa è qui è fondamentale.

«Il libro è molto ricco di disegni, numerati sono circa 155, ce ne sono altri per un totale di circa 200, il tutto su circa 150 pagine, il libro è pieno di illustrazioni e disegni, poi le parti testuali sono distribuite in maniera armonica fra le pagine. Sono partito dal disegno, il testo è partito dopo».

È fuori dubbio che nel mondo di oggi uno dei morbi che ha avuto più successo, imponendosi su buona parte degli altri, soprattutto nelle nostre terre italiane, è quello del calcio che, si legge nella descrizione del libro, deriva da un morbo. La malattia si sviluppa poi con decorso rapido, portando al delirio totale. —

Lorenzo Montanari

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