Le restrizioni non fermano l’arte Quasi 250mila visite per i vari eventi

Mostra più vista quella di Banksy con oltre 65mila presenze Sgarbi: «Abbiamo fatto vedere che la cultura è necessaria»

Nonostante la restrizione dell’ultimo anno e mezzo, la città di Ferrara ha saputo far fronte alle difficoltà organizzative nate dalle varie misure anti Covid-19 e in questo l’amministrazione cittadina ha trovato il giusto connubio con l’associazione Ferrara Arte, svolgendo eventi volti anche a ridare slancio alle varie attività commerciali cittadine. Ieri è stato il momento di comunicare i dati (alcuni ancora in divenire), delle varie mostre organizzate in città. Sono state 244.886 le presenze complessive, aggiornate al 18 luglio. Il primo a prendere la parola è stato l’assessore alla cultura Marco Gulinelli, il quale non può che dirsi soddisfatto: «Abbiamo scelto di fare questo incontro con la stampa per dare dei numeri certi dei vari eventi presentati in città - dice - e testimoniare, ancora una volta, le nostre intenzioni e il nostro obiettivo, nonostante le difficoltà legate al Covid. Ferrara città di cultura e rinascimento, sia esso anche un movimento di rinascita politica che ha visto l’impegno congiunto con Vittorio Sgarbi la chiave vincente. Anticipando anche l’ultima dichiarazione del ministro della cultura, Dario Franceschini, sulla ripartenza del Paese legata alla cultura, Ferrara si può dire che ha anticipato tutti, diventando anche solo per la regione Emilia Romagna, simbolo virtuoso da seguire».

I NUMERI


Oltre all’assessore Gulinelli, era presenti Pietro Di Natale, direttore di Ferrara Arte, Davide Urban membro del Cda della Fondazione Ferrara Arte e il presidente Vittorio Sgarbi, il quale ha guarda soddisfatto ai dati. «Nonostante venissimo da un periodo fatto di leggi assurde, su cui io ho da sempre esposto non poche perplessità, andando avanti nonostante il Covid, siamo riusciti a far notare a tutto il Paese l’importanza della cultura come bene necessario».

Ed ecco i numeri ufficiali degli eventi organizzati: De Nittis e la rivoluzione dello sguardo 34.033; Un artista chiamato Banksy 65.138; Antonio Ligabue, Una vita d’artista 34.619 (il catalogo ha venduto 2.151 copie); Tra simbolismo e futurismo, Gaetano Previati 38.480; Boldini. Dal disegno al dipinto. Attorno alla Contessa de Leusse 18.132; Giovanni Battista Crema. Oltre il divismo 17.537; La collezione Franco Farina Arte e avanguardia a Ferrara 1963-1993 2.065; Pittori fantastici nella Valle del Po 2.034; La fotografia 1839-2020 Italo Zannier fotografo innocente 1.448; XVII Biennale Donna, Attraversare l’immagine 2.587; Claudio Koporossy, Invisibilia 2.337; Schifanoia e Francesco del Cossa. L’Oro degli Estensi 17.248; Nuovo allestimento Museo Schifanoia 6.451; Nuovo allestimento Madonna della Melagrana 2.778.

SI GUARDA AVANTI

E si pensa già al futuro, date le chiusure sia di Palazzo Diamanti che del Palazzo Bevilacqua-Massari, di utilizzare Palazzo Barbatini-Koch, con le opere di Boldini che non andranno a Parigi, opere di De Pisis e la mostra di Italo Balbo: «Non sarà una mostra celebrativa del fascismo, bensì un evento che dia spazio a una figura di vero mecenate legato alla figura dell’artista ferrarese, Achille Funi. Koch sarà lo shock con la mostra di Balbo». Arte che, in fondo, significa pur sempre turismo: «L’offerta culturale non è mai fine a sé stessa, è soprattutto un invito a “vivere” la città di Ferrara», ha commentato Di Natale.

Antonio J. Palermo

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