Sgarbi torna a Venezia tra musica e cinema «Il mio inno alla follia e all’immaginazione»

L’editrice e regista ospite della kermesse. Dopo la proiezione di “La nave sul monte” il concerto degli Extraliscio 

L’INTERVISTA

Samuele Govoni


Questa sera alla Mostra di Venezia si chiude un cerchio. Elisabetta Sgarbi, editrice e regista ferrarese, torna al festival a un anno esatto di distanza dalla presentazione di “Extraliscio - Punk da balera”, film documentario che le è valso il premio Siae per il talento creativo e il premio Fice. Oggi alle 19 presenta “La nave sul monte”, un filmino girato tra Ro e “La nave sul monte” arenata sulle colline di Genga (in provincia di Ancona). Alla proiezione segue il live degli Extraliscio.

Elisabetta, come nasce e di cosa tratta “La nave sul monte”?

«Stanchi di bollare come videoclip qualsiasi tentativo di dare immagine a una canzone, con Mirco Mariani abbiamo creato questa parola che in futuro ci accompagnerà. D’altra parte la canzone degli Extraliscio “La nave sul monte” è ispirata al grande capolavoro di Werner Herzog, “Fitzcarraldo”. Aveva di per sé un legame con il cinema, che con questo filmino ho cercato di sottolineare».

Ha scelto di definirlo “filmino”, un termine affettuoso che ricorda i girati domestici, quelli che immortalano momenti di festa familiari e scene casalinghe. Perché? È un lavoro più “intimo”?

«Filmino lo intendo proprio alla lettera, un piccolo film quanto alla durata, che è la durata di una canzone. Nel caso del filmino presentato a Venezia, è diviso in due parti, una prima parte sincronizzato su “La nave sul monte”, una seconda parte sincronizzata sullo stesso pezzo ma in una versione inedita e strumentale. Poi la parola filmino, come dice lei, evoca qualcosa di intimo e sentimentale, i super otto dell’infanzia di alcuni di noi».

“È bello perdersi” è diventata un po’ la canzone manifesto degli Extraliscio. Cosa rappresenta questo brano per lei?

«È la canzone che dà il titolo all’album ed è un po’ una canzone manifesto, che indica la gioia del fare musica senza troppi calcoli, ma anche il gusto della sperimentazione, di esplorare territori nuovi gol rischio di non ritrovarsi, ma anche con la certezza che si possono avere belle sorprese».

Un punto comune tra lei e il gruppo.

«Sì, è il codice genetico degli Extraliscio e anche mio, da La nave di Teseo alla mia nuova esperienza come produttrice musicale. Io mi perdo spesso e mi ritrovo con nuove esperienze importanti che mi indicano nuove vie. C’è una mia foto con in mano l’album “È bello perdersi” molto significativa. È come sé volontariamente fossi un loro ostaggio».

Questa canzone e “La nave sul monte” saranno protagoniste oggi al Lido, sono legate tra loro?

«Sono i miei primi due filmini, benché avessi già lavorato, in modo molto nascosto, per e con un gruppo musicale, I Castadiva, per cui avevo realizzato due videoclip che erano già dei filmini ma non lo sapevo. “È bello perdersi” e “La nave sul monte” sono certamente legate, hanno la stessa sensibilità poetica. Un inno alla follia e alla immaginazione che ci fa ritrovare quando pensiamo di esserci persi».

Che serata sarà quella di oggi al festival?

«Dopo la proiezione ci sarà un concerto degli Extraliscio. Mi sembra il miglior modo per chiudere l’estate. Vengono da oltre trenta concerti estivi, e chiudono l’estate a Venezia, al Festival del Cinema, alle Giornate degli Autori, dove tutto era nato proprio un anno fa, con il mio film “Extraliscio - Punk da Balera”».

Il film, appunto, poi un doppio album, i concerti e ora il filmino. Mesi intensi per gli Extraliscio e per lei, state già pensando a nuovi progetti?

«Assolutamente. Quest’estate l’hanno dedicata al tour, molto lungo, faticoso, ma esaltante, che ha succhiato le loro energie. Però ora, accanto alle date autunnali, ci saranno nuove avventure».

E, a proposito di live e tour, sabato 11 settembre gli Extraliscio faranno tappa a Modena, zona Ponte Alto, per la Festa de l’Unità (ingresso gratuito) e venerdì 17 settembre concerto all’oratorio San Filippo Neri di Bologna.

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