I manifesti di Vancini in mostra a Ferrara «Grande patrimonio che torna a casa»

La rassegna curata da Siano sarà esposta al Factory Grisù Muroni: «Opere recuperate anche da Giappone e Stati Uniti»

Samuele Govoni

Conto alla rovescia per la prima mostra permanente dedicata a Florestano Vancini, regista ferrarese che ha firmato film come “La lunga notte del ’43”, “Amore amaro” e “Il delitto Matteotti”. A tredici anni dalla morte (si spense il 18 settembre 2008) Ferrara gli rende omaggio con “Vancini Manifesto”, esposizione dedicata all’arte nei manifesti dei suoi film allestita al consorzio Factory Grisù.


LA SFIDA

La mostra, ideata da Stefano Muroni, è curata da Luca Siano, già custode del patrimonio artistico del pittore ferrarese Sandro Simeoni. Ed è proprio guardando alle opere di quest’ultimo che è nato il primo spunto per una possibile mostra sul regista. Il mastodontico “quattro fogli” de “La lunga notte del ’43” fu realizzato proprio da lui, da Simeoni.

«Avendo in collezione una rara copia di questo manifesto – spiega Siano, curatore dell’archivio Sandro Simeoni –, tempo fa ho deciso che la città ideale per esporre permanentemente questa grande affissione fosse Ferrara, nella sede della Scuola d’arte cinematografica “Florestano Vancini”, di cui Stefano Muroni è ideatore e presidente». Muroni ha poi rilanciato immaginando una grande mostra con tutti i manifesti e le locandine dei film di Vancini. Siano ha raccolto immediatamente la sfida.

LA MOSTRA

«Attorno al “quattro fogli” – prosegue il curatore – abbiamo raccolto ed archiviato il maggior numero di locandine, fotobuste, soggettoni e manifesti riguardanti tutta l’opera cinematografica del grande regista, compreso un rarissimo bozzetto originale disegnato da Ermanno Iaia per il corredo pubblicitario de “La banda Casaroli” del 1962». La ricerca è durata alcuni mesi e le opere sono state acquistate in Italia e all’estero da collezionisti, estimatori, venditori di oggetti vintage e appassionati del settore. Una volta raccolto tutto il materiale Muroni ha provveduto a far realizzare le cornici ad hoc per conservare e, allo stesso tempo, valorizzare tutte le opere. La mostra, aperta e visitabile, sarà inaugurata sabato e sarà proprio all’ingresso della scuola d’arte cinematografica che porta il nome del regista.

LA MISSION

«Con “Vancini Manifesto” abbelliamo un luogo della nostra città e, soprattutto, riportiamo a casa un patrimonio che era disperso in giro per il mondo. Alcuni pezzi - sottolinea Muroni - li abbiamo trovati negli Stati Uniti, in Giappone e in Libano». Poi aggiunge: «Dopo averli fatti restaurare e incorniciare siamo pronti a condividerli con Ferrara. Avremmo potuto creare un archivio privato ma abbiamo preferito mettere le opere a disposizione di tutti. Del resto - conclude - il bello del cinema e della cultura in generale è proprio questo: condividere emozioni». La mostra è promossa da Ferrara La Città del Cinema in collaborazione con la Scuola d’arte cinematografica “Florestano Vancini” e Consorzio Factory Grisù; è sostenuta da Regione Emilia Romagna, Comune di Ferrara, Istituto distoria contemporanea di Ferrara e Cna Ferrara. L’inaugurazione è prevista per sabato pomeriggio alle ore 18.

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