Su il sipario all’Abbado. Il teatro di Ferrara riparte dalle emozioni: «Servono a vivere»

Prosa: sono 14 i spettacoli in cartellone da ottobre a maggio. In arrivo Germano, poi attesi Orlando, Castellitto e Ambra

Samuele Govoni

Il Teatro Comunale Abbado di Ferrara punta sulla quantità senza trascurare però la qualità. Sono quattordici gli spettacoli che compongono la stagione di prosa 2021/2022, un cartellone eterogeneo che mescola generi e poetiche, che va da Dante Alighieri a Enzo Jannacci, da Pirandello a Mazzantini e che punta a coinvolgere il maggior numero di spettatori possibile. Ieri mattina nelle sale del Ridotto è stata presentata la stagione. A fare gli onori di casa il direttore artistico Marcello Corvino e l’assessore alla cultura del Comune di Ferrara Marco Gulinelli. Il direttore generale Moni Ovadia in collegamento video e, in presenza, un ospite graditissimo: Silvio Orlando.


in cerca di emozioni

«Questa stagione – ha iniziato Gulinelli – è il tassello di un mosaico più ampio che rappresenta il mondo culturale cittadino. La Fondazione in questi mesi ha lavorato tanto e oggi (ieri per chi legge, ndr) presentiamo una stagione altissima». Si comincia mercoledì 13 ottobre con “Paradiso con Dante e Beatrice”, prima italiana firmata da Federico Sanguineti con Moni Ovadia. Dal 15 al 17 ottobre, invece, va in scena “Paradiso canto XXXIII” di Elio Germano che, diretto da Simone Ferrari e Lulu Helbaek, sarà sul palco accanto a Teho Teardo. Dal 18 al 21 novembre, invece, spazio a “La vita davanti a sé” di e con Silvio Orlando. «Questo testo di Romain Gary ha duemila porte di accesso e ogni volta che lo metto in scena – dice Orlando – non riesco a trattenere le emozioni. È una storia fortissima e concreta. Spesso quando facciamo macro discorsi finiamo per perderci nell’astrattismo mentre qui è tutto molto reale e tangibile». Poi sull’importanza di tornare in sala l’attore partenopeo ha detto: «Andiamo a teatro al cinema non tanto per vedere uno spettacolo quanto per cercare un’emozione. Bisogna scegliere in maniera consapevole cosa si va a vedere, solo così ciò che vedremo farà parte della nostra vita per sempre». La stagione riprende poi a gennaio. Dal 14 al 16 va in scena “Ci vuole orecchio” con Elio che canterà Jannacci. Il 27 gennaio, per la Giornata della memoria, Moni Ovadia torna sotto i riflettori con “Oltre i confini. Ebrei e Zingari”. Il 29 sarà poi la volta di “Se questo è un uomo”, pietra miliare di Primo Levi adattato da Domenico Scarpa e Valter Malosti. Dall’11 al 13 febbraio spazio a “Zorro”, spettacolo di e con Sergio Castellitto tratto dall’omonimo romanzo di Margaret Mazzantini. La settimana dopo, dal 18 al 20 febbraio, spazio a un altro caposaldo della letteratura italiana: “Uno, nessuno centomila”. A portare in scena il testo di Luigi Pirandello sarà Antonello Capodoci con Pippo Pattavina e Marianella Bargilli. Dal 25 al 27 febbraio, invece, riflettori accesi su “Pour un oui ou pour un non” con Umberto Orsini e Franco Branciaroli.

contro il baratro

Dall’11 al 13 marzo va in scena “Il nodo” con Ambra Angiolini e Arianna Scommegna mentre dall’1 al 3 aprile toccherà a “Il delitto di via dell’Orsina”. Con “L’attesa” (12-14 aprile) ci si avvicina alla fine della stagione che sarà chiusa da Antonio Rezza, Flavia Mastrella e Ivan Bellavista che saranno protagonisti con “Fratto_X” dal 6 all’8 maggio. «Siamo stati penalizzati pesantemente e senza motivo perché - affonda Ovadia - ho visto happy hour in cui il distanziamento non era minimamente rispettato». Poi il monito: «Ora più che mai l’attenzione dei governanti e delle persone deve andare alla cultura e all’istruzione, senza di esse finiremo nel baratro».

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