«Così sovvertiamo l’immagine noiosa del Paradiso di Dante»

Al via la settimana dedicata al Sommo Poeta: all’Abbado in scena Moni Ovadia E Sanguineti al Ridotto si concentrerà anche sul ruolo pedagogico di Alighieri

Samuele Govoni

«Nel Paradiso di Dante non esistono classi sociali e nemmeno proprietà privata, ecco perché non piace ai borghesi». Federico Sanguineti, ordinario di filologia italiana e filologia dantesca all’università di Salerno, da oggi sarà a Ferrara per “Settimana Dante”, ciclo di incontri e spettacoli dedicati al Sommo Poeta. Oggi alle 21 al Teatro Comunale Abbado (corso Mariti della Libertà, 5) va in scena “Paradiso con Dante e Beatrice”, rappresentazione ideata e diretta da Moni Ovadia su testi di Sanguineti.


«Siamo abituati a vedere il Paradiso come la più noiosa delle tre Cantiche ma non è così e partendo da questo concetto, abbiamo cominciato a lavorare per sovvertire questa immagine sbagliata che da troppo tempo viene trasmessa», dice il filologo. Lo spettacolo punta gli occhi su Beatrice, la donna che prende il posto di Virgilio e guida Dante verso la Verità e la Luce. “Paradiso con Dante e Beatrice” offre una lettura di Dante alla luce di dieci studiose: Hannah Arendt, Enrichetta Buchli, Adriana Cavarero, Teresa De Lauretis, Joan Ferrante, Carol Gilligan, Luce Irigaray, Maria Caterina Jacobelli, Joyce Lussu e Paule Salomon. «Il Paradiso è per le coppie, è un percorso di riscoperta e scambio tra le parti. Salendo di cielo in cielo la coppia si rafforza, fondamentale nel Paradiso la libertà dai ruoli e dai preconcetti imposti dalla società. Preconcetti e tabù che invece sono ben vivi e visibili nell’Inferno». Il reading sarà condotto dall’attrice Sara Alzetta e dall’attore Moni Ovadia, accompagnati da una straordinaria musicista, Giovanna Famulari, che seguirà la lettura non solo con il violoncello, ma anche attraverso una struttura di pedaliere, creando piccole orchestre di archi.

CONFERENZE E PIèCE

Oggi e domani alle 17 al Ridotto del Teatro Comunale Abbado Vittorio Robiati Bendaud, coordinatore del Tribunale Rabbinico del Centro Nord Italia, traduttore e saggista, condurrà due incontri. Attraverso un percorso fra le Cantiche dantesche indagherà su “La Volgar lingua e la Qabbalah. Un viaggio teologico e linguistico tra Dante e l’ebraismo”. Vittorio Robiati Bendaud prenderà per mano il pubblico lungo un percorso inesplorato, dove si incontrano e si fecondano a vicenda la lingua italiana ai suoi esordi – il Volgare – e l’ebraico, la mistica cristiana e quella ebraica, ma vi compaiono anche l’arabo e la mistica islamica.

Sanguineti, invece, sarà protagonista al Ridotto venerdì alle 18 e sabato alle 17. Qui parlerà del ruolo pedagogico di Dante e degli autografi perduti del Poeta. Per finire, domenica alle 11 il pianista Carlo Bergamasco, introdotto da Ida Zicari e da Michalis Traitsis, terrà un concerto in onore di Alighieri. «Qual è l’insegnamento che Dante ci ha lasciato? Penso sia l’invito a cercare di creare sempre qualcosa di nuovo», dice Sanguineti che poi aggiunge: «La Divina Commedia è come la Bibbia o il Capitale di Marx, non se ne può fare a meno e non la si può leggere in maniera univoca. I suoi canti sono la proiezione di ciò che siamo». Da venerdì a domenica alle 20.30 andrà in scena “Paradiso canto XXXIII” di e con Elio Germano e Teho Teardo. Le conferenze al Ridotto e il concerto domenicale sono ad ingresso gratuito; gli spettacoli in programma oggi e nel weekend, invece, a pagamento. Per informazioni: 0532.218311.

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