Ferrara in lutto per Bertelli. Il papà del Night&Blues si è spento a 78 anni

Musicista, produttore e organizzatore di rassegne e concerti. Negli anni Novanta aveva fondato l’etichetta “Musicando” . Formignani: «Amico della musica»

FERRARA. Appassionato di musica, collezionista di cartoline d’epoca, armonicista, produttore, arrangiatore, autore, organizzatore di eventi culturali, mentore per giovani musicisti. Paolo Bertelli era tutte queste cose insieme e anche di più. Figura emblematica nel mondo musicale e culturale ferrarese, Bertelli, si è spento a 78 anni.

Da qualche tempo gli acciacchi dell’età si erano trasformati in problemi di salute sempre più gravi e vederlo in giro era cosa sempre più rara. La notizia della sua morte ha gettato un’ombra di tristezza sui tantissimi che a Ferrara lo conoscevano e stimavano.


LA FIGURA

Da sempre attento alla musica, con un occhio di riguardo al prog e al blues, ma non per questo forzatamente ostile verso gli latri generi, Bertelli ha cercato di dare spazio e voce a chi non ne aveva. Lo ha fatto con Musicando, la sua etichetta discografica fondata negli anni Novanta, e con le rassegne che ha curato. Dici Night&Blues, manifestazione musicale che da ormai vent’anni si tiene nel chiostro di via Mortara, e dici Bertelli. È stato lui l’ideatore, organizzatore e curatore della manifestazione. Sua anche la direzione artistica della Buskersnight, spin off serale e notturno del Ferrara Buskers Festival nel Sottomura. Sempre Bertelli ha curato per anni insieme a Neno Campana il programma del Ferrara Music Park, manifestazione che anticipava di qualche settimana la venuta degli artisti di strada. E poi, andando più indietro nel tempo, un solco importante l’ha lasciato anche con “Ai margini dell’impero”, evento che portava sul palco artisti interessanti, indipendenti e lontani dai grandi circuiti; ai margini dell’impero appunto. Tra tutte le produzioni, discografiche e non, è doveroso citare anche, perché ne andava molto fiero, il suo concept album dal titolo: “Una Storia Del Prometeo”, un lavoro registrato sul finire degli anni ’80 in audiocassetta e ripubblicato nel 2015 in cd.

I RICORDI

«Paolo era un sognatore e - ha detto ieri il chitarrista Roberto Formignani - un vero amico della musica che ha prodotto artisti con l’obiettivo di sostenere la musica indipendente in tutte le sue forme, spendendo ogni suo risparmio». Presenza fissa sul palco anche durante “Play Mr D’Adamo”, concerto benefico per ricordare l’armonicista e sostenere l’Ado.

«Prima del Music Park - ha ricordato Campana - selezionava i gruppi e se sapevo che c’era lui dietro al palco mi sentivo più tranquillo». E a proposito di live la cantante Eleonora Poltronieri ha commentato: «Avevamo suonato insieme anche prima del Covid-19, Paolo era sempre il più carico di tutti. Trasmetteva energia anche ai più giovani e faceva molto per supportarli». Della carica ricevuta da Bertelli ne ha parlato anche Ambra Bianchi, vice presidente della Scuola di musica moderna: «Ci siamo conosciuti nel 1988, io ero appena uscita dal conservatorio e grazie a lui ho potuto confrontarmi anche con la musica moderna e scoprire tutto quello che fino a quel momento non avevo praticato». Poi ha aggiunto: «Gli volevo bene perché era una persona che dava del bene. Molti della Amf devono tanto a Paolo Bertelli, era un vero amico della nostra associazione».

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