Un itinerario amoroso per dare memoria Il nuovo libro di Terruzzi

Una Milano-Milano in auto dal Friuli alla Sicilia, un itinerario geografico e amoroso per dare memoria a personaggi, storie e luoghi. Il giornalista e scrittore Giorgio Terruzzi, nelle librerie con “Atlante sentimentale” (Rizzoli), che presenta oggi alle 18 sulla pagina Facebok di Autori a corte. «Il progetto ha preso vita con la collaborazione di Bmw e si è poi concretizzato in libro. La mia intenzione era abbinare a ogni storia un campanello che toccasse la vita di chi legge, ognuna con un suo specifico modo: il giallo per Modigliani, il rimpianto a Salina per Neruda e Troisi, l’enormità di un destino per Emanuela Loi, la ricerca ingegnosa di Ascari e Nuvolari», dice l’autore.

Incontri immaginari narrati con veridicità: «Volevo collezionare personaggi non prevedibili: la Rimini non di Fellini ma del mastodontico Rex, dai cui oblò avremmo voluto sbirciare in prima classe. Castellaneta da cui parte Rodolfo Valentino per divenire un divo, tra intraprendenza e trasgressione. Truman Capote che nel suo periodo romano visse una storia struggente di assoluta poesia».


Lasciandoci un insegnamento: «Lola, l’adorato corvo dalle ali tarpate convinto di essere un cane, ci ricorda che la natura interiore non si può cambiare. Lui, Capote, è il maestro: lavorare sui dettagli, ossessionarsi con la punteggiatura, perfezionarsi».

Eppure in via Margutta 33 c’è una targa dedicata ad altra persona: «Sì, al pittore Carlos Federico Saez. Ciò ci insegna che ogni anfratto offre storie che s’intrecciano e si sovrappongono, creando reticoli geografici infiniti. Le targhe servono a ricordarcelo: a Termoli, paese di Jacovitti, una targa commemora un marinaio italiano a Pechino morto per la patria. E Lucio Fontana? Nasce a Rosario vicino al Che per poi trasferirsi a Milano, dove porta avanti la sua eversione».

Osservare dunque, andando oltre l’evidenza: «Penso al premio Nobel per la fisica attribuito a Giorgio Parisi, genio ben prima e ben oltre i riflettori del premio di Stoccolma».

Giorgia Pizzirani

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