Manfredini, Dante e Ferrara L’architetto americano che ama la città estense

«Il ferrarese Manfredo Manfredini? Un illustratore dantesco di grande valore, ha saputo interpretare l’idea di spazio e di movimento ellittico nella voragine dell’inferno. È proprio dei grandi autori danteschi, come Gustave Doré, riuscire in questo. Lo dico da cittadino degli Stati Uniti: l’Italia, e Ferrara, sono ricercatissime per la bellezza che esprimono e Dante ne è una fonte e un’ispirazione artistica inesauribile». Così Nicholas Quiring, docente all’école de l’image “Gobelins” di Parigi, professore al College for creative studies del Michigan e architetto che sta progettando alcune importanti ristrutturazioni anche nell’old town di Toledo (Ohio). Quiring è in questi giorni a Ferrara su invito di Lucio Scardino che di Manfredo Manfredini è stato curatore di una mostra allestita fino a fine ottobre in Comune. Al docente originario di Lansing (capitale del Michigan) Scardino ha donato un catalogo della recente esposizione ferrarese: «Lo porterò – ha annunciato – alla biblioteca Forney di Parigi. Credo che Manfredini abbia pieno titolo per essere lì esposto e a disposizione dei lettori». Prima del suo ritorno a Parigi il catalogo toccherà anche Montevideo (Uruguay) e Buenos Aires (Argentina), dove Quiring ha all’attivo alcuni progetti architettonici a cui sta lavorando. A Ferrara ancora per qualche giorno, il professore americano ha illustrato ad acquerello alcuni scorci della città, rivelando di essere rimasto affascinato «dalla sua ricchezza e dall’atmosfera metafisica che qui si vive».

Il docente statunitense ha inoltre richiamato alcune teorie che vorrebbero l’addizione erculea originariamente inscritta in una forma circolare: «L’idea della perfezione ritorna continuamente in questa città magnifica e ricchissima di suggestioni e di mistero».


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