«Ogni dipinto di Raffaello è un capolavoro»

Esce lunedì il nuovo libro di Vittorio Sgarbi che racconta la vita, i quadri e le influenze del grande pittore di Urbino

Nuovo viaggio nella storia dell’arte con Vittorio Sgarbi che torna in libreria con “Raffaello. Un Dio mortale” (ed. La nave di Teseo, 22 euro), in uscita lunedì 6 dicembre. Il critico di Ro, presidente della Fondazione Ferrara Arte, torna a misurarsi con uno dei più celebri maestri italiani dell’arte. Dopo il successo di “Leonardo. Il genio dell’imperfezione” (ed. La nave di Teseo, 2019) Sgarbi concentra le sue attenzioni su Raffaello, tra i più celebri protagonisti del Rinascimento.

L’ARTISTA


«Raffaello - dice Sgarbi - ha solo dipinto. Non è stato un uomo complesso come Leonardo, un pensatore curioso di tutto; non è stato, come Caravaggio, un “maledetto” che vive una vita piena di contrasti; non è stato un artista capace di tutto come Michelangelo, pittore, scultore, poeta, architetto. Raffaello dipinge soltanto, dipinge e ogni volta inventa un capolavoro, crea archetipi e composizioni che dureranno per secoli e influenzeranno pittori fino al Novecento, da De Chirico a Dalì». E aggiunge: «Raffaello non è solo Raffaello, è anche Giorgione, è Caravaggio, è Michelangelo, è Parmigianino. Lui è tutto: nessuno è più tutto di lui. Raffaello, come Dio, crea e migliora la natura, aggiunge bellezza alla bellezza del creato. La sua opera si raccoglie in poco meno di vent’anni, eppure rispecchia l’ordine del cielo, disegna un mondo perfetto, portando la bellezza di Dio nel mondo degli uomini».

IL VOLUME

Seguendo il racconto di Giorgio Vasari, Vittorio Sgarbi compone il suo racconto di Raffaello, dal commovente rapporto con il padre e la madre, al magistero di Pietro Perugino, dagli affreschi delle Stanze Vaticane fino al torbido amore per la Fornarina che destabilizzò la sua calma olimpica. E ogni volta Vittorio Sgarbi percorre la fitta rete di legami con i pittori del suo tempo: l’ammirazione per Leonardo, il rapporto contrastato con Michelangelo, l’amicizia con Bramante. Un ritratto dell’uomo e dell’artista che porterà il pittore nel cuore della storia dell’arte.

IL TEATRO

Non è la prima volta che Sgarbi concentra le sue attenzioni e i suoi studi su Raffaello. A febbraio 2020, poco prima che tutto il mondo finisse in lockdown per l’emergenza sanitaria, aveva portato al teatro Nuovo di Ferrara il suo spettacolo intitolato proprio “Raffaello”. In quell’occasione aveva spiegato alla Nuova: «Raccontare a teatro la storia e le opere di Raffaello Sanzio ha una funzione sia pedagogica sia civile. Faccio questi spettacoli per condividere qualcosa con il pubblico, se lo dovessi fare per me stesso lascerei perdere». E ancora: «Sono spettacoli didascalici. Tra un’opera e l’altra faccio riferimenti al presente, contestualizzo i lavori e ad accompagnare le spiegazioni ci sono musica e proiezioni. Sarebbe quasi una lezione però, siccome la faccio io, diventa spettacolo e la gente non si annoia». L’esperienza teatrale iniziata con Caravaggio e proseguita con Michelangelo, Leonardo e Raffaello, continua con “Dante Giotto”. Nello spettacolo, che il 12 marzo 2022 farà tappa anche al Nuovo di Ferrara, Sgarbi mette al centro dell’indagine sia Dante Alighieri sia Giotto di Bondone; musiche di Valentino Corvino. Info: 0532.186 2055.

S.G.

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