Contenuto riservato agli abbonati

Rimasta orfana, fu affidata a una maestra. Il Comune di Istrana sogna di riabbracciarla

Dopo la tragedia del Polesine due fratellini ferraresi trovarono case e conforto. La bimba accolta dall’amata Noemi 

FERRARA. Una commovente storia tra Istrana e Ferrara: «Qualche donna di nome Ivana riconosce in questa foto la maestra che la ospitò?». Un passo indietro. Nella tragedia del Polesine (novembre 1951), rimasero orfani Ivana e il fratellino, accolti a Istrana. E ora il comune trevigiano sogna di riabbracciarli. «Si cercano ricordi, testimonianze e foto - l’appello lanciato -, qualcuno può aiutarci a trovarli?». I bambini passarono due anni tra Villanova e Ospedaletto. E poi venne il giorno dell’addio. E il lungo abbraccio della maestra Noemi Campeol , che chiese di adottarli.

Il RACCONTO


In quella terribile alluvione si contarono 101 morti, 7 dispersi, 180mila senza tetto. Ivana, sette anni, e il fratellino più piccolo si ritrovano soli. Forse sono troppo piccoli per capire che mamma e papà non sarebbero più tornati, ma nello stesso tempo abbastanza grandi per capire che nulla sarebbe mai più stato come prima.

I loro occhi hanno visto il disastro che ha poi lasciato spazio alla desolazione avvolta da una nebbia fitta scesa forse coprire quello che c’era e che non ci sarà mai più. Chissà se in quei giorni Ivana e il fratellino chiedono dei genitori, chissà cosa viene raccontato loro di mamma e papà. Tutto va troppo veloce: C’è un’emergenza immane da affrontare, la televisione parla, spiega e racconta.

Chi viene chiamato a gestire la situazione ha la sensibilità di capire l’urgenza di tutelare i bimbi, a dir poco provati e spaesati, e alla luce della solidarietà giunta da tutta Italia ritiene impellente dare casa, famiglia e affetti a chi rischia di crescere con la desolazione nel cuore e negli occhi. Tante le offerte di aiuto, ma le autorità (siamo a soli sei anni dal dopoguerra) cercano famiglie che sappiano garantire anche un sostegno psicologico, in termini semplici che abbiano quella cultura e sensibilità per aiutare i minori a superare il trauma. Tra Villanova e Istrana due famiglie si offrono ad accogliere i due fratellini.

Una è quella di Noemi Salvini Campeol, 52 anni, madre di quattro figli, conosciuta come la maestra Campeol, a dir poco autorevole e apprezzata. E non solo in zona. Lei insegna a Ospedaletto d’Istrana, e sa “governare” una sola classe di 40 alunni con età tra i 7 e i 9 anni. Ivana, 6 anni, di Ferrara, rimasta orfana con il fratellino di 4 anni, viene affidata proprio alla maestra Campeol. E la piccola diventa subito la sua quinta figlia. Stesso amore, stesso affetto, stesso calore che riserva ai figli naturali, lo riserva a Ivana. Anzi Ivana è ancora più speciale: la maestra la porta con le in classe ogni giorno e di fatto diviene anche una sua alunna. Ivana, capelli non lunghi, spigliata, è in gamba, intelligente e stringe subito amicizia con chi in classe eccelle: Flavia, Antonietta, Bruna. Ma la maestra sa che deve accompagnare tutti gli allievi a un obiettivo, e non fa sconti. Quando deve richiamare richiama, quando deve punire punisce. In poco tempo Ivana si fa apprezzare anche dagli altri compagni, molti ripetenti, e per la maestra Campeol non c’è soddisfazione più grande.

LE RICERCHE

Ma il fratellino di Ivana dove fu mandato? Qui le memorie tradiscono, anche perché stiamo parlando di 70 anni fa: qualcuno lo ricorda vagamente, ma giura fosse ospitato da un’altra famiglia del comune, forse proprio di Villanova. Anche perché difficile credere che si siano tenuti lontani i bimbi, l’una dall’altro. E poi tanti anziani ricordano una cosa: quando dopo due anni, Ivana e il fratellino, lasciano Villanova d’Istrana, e Ospedaletto hanno ancora impresse le lacrime. Tutti piangevano. I due paesi, e i due piccoli. E le migliori amiche di Ivana, Antonietta, Flavia, Bruna e altre non dimenticano quell’abbraccio interminabile di Ivana alla maestra Campeol. Lei, l’insegnante, severa, esigente e brava, che aveva chiesto anche l’adozione, la videro soffrire. E mai, lei, che ha insegnato per oltre 30 anni, sarebbe tornata la donna, la madre e la maestra di prima. Aveva perso una bimba speciale.

© RIPRODUZIONE RISERVATA