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Ferrara nel Novecento. Così le immagini raccontano la storia: «Patrimonio unico»

L’amministrazione lavora al rilancio della fototeca comunale. Gulinelli: «Via alla catalogazione di duecentomila scatti»

FERRARA. I palazzi distrutti dalle bombe della Seconda guerra mondiale, i mercati settimanali in centro, i negozi di alimentari, la gente a passeggio, i monumenti storici e i cantieri in città. Sono alcuni dei soggetti immortalati nelle duecentomila fotografie che compongono la fototeca comunale di Ferrara: un patrimonio di grande valore che da troppo tempo è ormai inaccessibile. L’amministrazione ha appena varato un progetto di catalogazione e rilancio per dare nuova vita ai materiali e restituire alla comunità un racconto per immagini del XX secolo a Ferrara. Oltre alle migliaia di foto ci sono anche 32mila diapositive, 2.500 fotocolor e 4.200 lastre in vetro per il supporto fotografico. «Si tratta di immagini che meritano un lavoro specifico di approfondimento e valorizzazione perché raccontano la storia della città e vogliamo restituirle ai cittadini. Le foto conservate – spiega Marco Gulinelli, assessore alla cultura – sono un patrimonio di enorme valore, una testimonianza strepitosa e sono in grado di offrire, anche sotto il profilo documentale, un apporto unico. In molti casi sono esse stesse opere d’arte».

La fototeca conserva diversi fondi di particolare pregio. Tra questi si distingue l’archivio Medri, donato al Comune dalla vedova di Gualtiero Medri, già direttore dei Musei civici d’arte antica sino al 1970. Tra gli altri c’è anche il fondo Vecchi-Graziani, che comprende, tra le foto più antiche, quelle degli anni Venti, con un nucleo di lastre fotografiche in vetro e immagini talmente curate da sembrare incisioni.

«Abbiamo deciso di avviare un progetto di rivisitazione e recupero di questo sterminato archivio che – prosegue l’assessore – racconta l’evoluzione della città. Si tratta di immagini che sono anche documenti urbanistici. Attraverso di esse scopriamo i cambiamenti di Ferrara». Nelle prime riproduzioni disposte ed eseguite, anche su supporto digitale, si notano scorci della città come l’Acquedotto monumentale appena realizzato, piazza Trento e Trieste nel dopoguerra, i danni prodotti dai bombardamenti che colpirono la Cattedrale e alcuni degli antichi luoghi dimenticati. «Sarà un lavoro lungo e complesso in cui però crediamo molto. Da tanto tempo la fototeca non è più accessibile al pubblico, vorremmo con questo progetto di valorizzazione renderla nuovamente fruibile non solo a studiosi ma anche a cittadini e turisti». Dopo la catalogazione si procederà anche ad una digitalizzazione delle immagini, in modo da renderle visibili, almeno una selezione di esse, anche attraverso un portale web.

MEMORIA IN COMUNE

Non è il primo progetto che lega fotografia e memoria. A dicembre 2020 era stato presentato “Memorie in Comune”, progetto realizzato dall’assessorato comunale alla cultura in collaborazione con la Fondazione Ferrara Arte. Si tratta di un lavoro di digitalizzazione (gratuita per l’utente) di memorie cittadine fissate un tempo su foto, diapositive o pellicole super8 e messe a disposizione dalla cittadinanza che ne godrà in privato in digitale, dando modo di creare al contempo un archivio storico del nostro vissuto di grande valore antropologico. Per informazioni e dettagli relativi a quest’ultimo progetto: memoriaincomune.fe@gmail.com.

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