“Robert Capa. Fotografie oltre la guerra” Gli scatti dell’artista in mostra ad Abano

La rassegna è stata allestita a Villa Bassi Rathgeb. In parete immagini che hanno fatto la Storia 

LA MOSTRA

«Capa è stato un buon amico ed un grande e coraggiosissimo fotografo. Era talmente vivo che uno deve mettercela tutta per pensarlo morto». Sono le parole cariche di affetto e stima pronunciate da Ernest Hemingway a proposito di Robert Capa, fotografo che attraverso i suoi scatti ha immortalato la Storia. Le sue opere da oggi al 5 giugno si possono ammirare a Villa Bassi Rathgeb di Abano Terme (via Appia Monterosso, 52), nel Padovano, dove proprio ieri ha aperto i battenti “Robert Capa. Fotografie oltre la guerra”.


SCATTI STORICI

Marco Minuz, studioso di Capa e curatore della mostra, ha voluto dedicare al fotografo una rassegna che si allontana dal suo solito notissimo cliché come fotoreporter di guerra, a testimonianza dei molti altri suoi interessi, delle sue pulsioni vitali, della sua empatia, tra l’affettuoso e lo psicologico, della sua arte visiva, insomma a tutto tondo – pochi lo sanno – anche di cineasta e di fotografo di scena per grandi film, grandi registi, grandissime attrici. In “Fotografie oltre la guerra”, si trovano una serie di opere lontane dal dolore e dalle sofferenze da essa generate, pur se presenti, comunque, in parete, alcuni autentici capi d’opera dei conflitti da lui immortalati, figli del suo motto: «Se le tue foto non sono abbastanza buone è perché non sei abbastanza vicino», quali la più famosa, “The falling Soldier– Il miliziano” (1936), raffigurante un soldato dell’esercito repubblicano colpito a morte da un proiettile franchista. È la fotografia più nota della guerra civile in Spagna ed è tra quelle di guerra più celebri di sempre, simbolo visivo per eccellenza del XX secolo, ma anche della precarietà della vita.

GUERRA E CINEMA

Non mancano foto del secondo conflitto mondiale, tra il 1941 ed il 1945 (il top del lavoro fu proprio il documentare il mitico Sbarco in Normandia, “sul campo”), la prima guerra Arabo-Israeliana, nel 1948, per finire con quella francese in Indocina, nel 1954, durante la quale morì, ucciso da una mina anti-uomo, a soli 40 anni a Tay Ninh, il 25 maggio 1954. Ma una levitas diversa si aggiunge a queste grandissime testimonianze quasi dirette: in mostra, infatti, una densissima sezione dedicata ai suoi reportages dedicati a film mitici dell’epoca. Dopo la fine del secondo conflitto mondiale, nel 1946, Capa è per la prima volta su un set, quello di “Notorius” di Alfred Hitchcock, dove si cimenta, per la prima volta, in veste di fotografo di scena. Nell’arco di pochissimi anni si confronta con nomi del calibro di Ernest Hemingway, Peter Lorre, Humphrey Bogart, John Houston, John Steinbeck (suo amico e sodale nella collaborazione a quattro mani per la stesura sul campo de “Il Diario russo”). Proprio lo scrittore americano, premio Nobel per “La valle dell’Eden” e già autore di “Furore” e “Uomini e topi”, nel ricordarlo ha detto: «Sapeva che cosa cercare e cosa farne dopo averlo trovato. Sapeva, ad esempio, che non si può ritrarre la guerra, perché è soprattutto un’emozione. Ma lui è riuscito a fotografare quell’emozione conoscendola da vicino».

MAGNUM PHOTOS

Straordinarie pure le immagini colte sul set di “Riso Amaro”, di Giuseppe De Santis, con ritratti speculari, pieni di sensualità e bellezza, di Silvana Mangano e Doris Dowling, e di una cifra stilistica ben applicata, anche alla “gente comune” ritratta, quella del neorealismo, molto cara a Capa, tra il fotografico ed il cinematografico. Nel 1947, la sua grande anima anche imprenditoriale, aveva avuto l’idea di fondare l’agenzia mondiale Magnum Photos, insieme con altri calibri del suo genere come Henri Cartier-Bresson, George Rodger, David Seymour e William Vandiver, con i quali si incontrava al Museum of Modern Art (MoMA) di New York, a tutt’oggi ben attiva.

La mostra è visitabile lunedì, mercoledì, giovedì e venerdì dalle 14.30 alle 19; sabato e domenica dalle 10 alle 13 e dalle 14.30 alle 19. Chiusa il martedì. Il prezzo per visitare la rassegna e il museo va da 5 a 12 euro. Per informazioni, dettagli e prenotazioni: 049.8245284.

Maria Cristina Nascosi

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