L’antica Spina continua a stupire Alfieri fu il primo patrocinatore

«L’antico insediamento etrusco di Spina continua a parlare e ha in serbo molte novità. Abbiamo ragioni di credere che gli scavi fino a ora condotti nell’area di sette ettari e mezzo portata alla luce non siano che la punta dell’iceberg del complesso dell’antica città etrusca. La ricerca storico-archeologica confida inoltre nei risultati offerti dai recenti scavi in valle Pega per dare risposte ancora mancanti agli interrogativi sul passato di questo insediamento».

Parole di Caterina Cornelio, oggi direttrice scientifica del Museo Delta Antico di Comacchio dopo essere stata direttrice del Museo Archeologico di Ferrara di palazzo Costabili, che ospita la straordinaria raccolta dei reperti di Spina, uno dei maggiori campionari di ceramica attica del V secolo al mondo e con un fondo archeologico unico.


Nel 2022 ricorre il primo centenario della scoperta della città misteriosa fondata dagli Etruschi tra il 530 e 520 avanti Cristo. Nella ricorrenza la docente Cornelio ha fatto il punto sugli scavi nel corso dei Tè Letterari del cinema San Benedetto, ricordando Nereo Alfieri, “il primo grande direttore manager” del Museo Archeologico, di cui curò riapertura e rilancio dopo la chiusura imposta dagli eventi bellici, divenuto famoso per lo scavo delle 3mila tombe in valle Pega.

Topografo, studioso, divulgatore, Alfieri – ha raccontato Cornelio – scavava senza risparmiarsi, addirittura con i piedi nel fango, per non danneggiare i materiali semisommersi, credeva nella scoperta dell’abitato misterioso di Spina, fu tra i primi a usare metodi particolari, a esempio gli infrarossi per la “lettura” del terreno, mappò le vie d’acqua del territorio. Era un sostenitore della multidisciplinarietà nella ricerca archeologica. Caricava la sua auto alla sera per proteggere i reperti dai ladri, i cosiddetti tombaroli. Ha aperto gli scavi, fatto divulgazione, coniato uno stile pubblico di archeologia, ha coinvolto i più grandi studiosi, è stato un convinto sostenitore della multidisciplinarietà, ha realizzato mostre, anche per attrarre fondi da investire nei lavori archeologici.

Con Alfieri è stato ricordato anche Natale Gorini, deputato nel 1948 e nel 1953: convinse l’allora presidente del Consiglio Antonio Segni a sostenere la propria proposta di legge per sostenere i lavori archeologici di Spina.

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