Anna lascia la cucina di MasterChef: «Mi resta un’emozione indescrivibile»

L’altra sera è terminato il cammino della 30enne concorrente al cooking show più famoso d'Italia. Comunque è già pronta ad avviare un’attività di home restaurant 

L’AVVENTURA

Dopo una partecipazione mai banale e sei puntate, si è conclusa giovedì sera l’avventura di aspirante chef di Anna Leone nella cucina di MasterChef Italia 11. Anna, 30 anni, nutrizionista, vive e svolge la propria attività professionale a Codigoro. L’amore per i fornelli è nato principalmente dai suoi studi sulla nutrizione, che si traducono in una cucina etica, sana e leggera, improntata alla ricerca dell’equilibrio tra l’educazione alimentare e il cibo. Perché una dieta significa vedere e mettere l’insieme degli ingredienti da una diversa prospettiva, altrettanto gustosa e soddisfacente e non intesa come privarsi di qualcosa. Ai Live cooking aveva presentato una rielaborazione di un piatto tipico del nostro territorio come il cappellaccio ferrarese, con un piatto di ravioli light ripieni di ricotta e grana accompagnati da una fonduta di parmigiano e salsa di patate viola. Quindi, con impegno caparbio abbinato a una certa dose di testardaggine, Anna è riuscita a conquistare il grembiule bianco con il suo nome superando brillantemente le “Prove di abilità”. Così è entrata a fare parte della squadra dei venti aspiranti chef di MasterChef Italia 11, cooking show di Sky prodotto da Endemol Shine Italy in onda il giovedì su Sky Uno e disponibile on demand. «Un’emozione indescrivibile - racconta la concorrente codigorese - per il raggiungimento di un traguardo non scontato».


Un’avventura che ha rappresentato l’apice di una passione fanciullesca, coltivata nel tempo, quindi divenuta professione, oltre che rappresentare un’opportunità per mettere in discussione il proprio percorso lavorativo e trasmettere la sua visione di cucina. Un periodo all’interno della cucina di MasterChef, vissuto «con molta ansia da prestazione e in alcuni momenti non sono stata lucida, questo si è tradotto in piatti che non sempre hanno fatto vedere la semplicità che è la mia anima nel piatto».

E di questa esperienza resterà, aggiunge Anna, «Il rapporto fantastico con i tre giudici, il conterraneo Bruno Barbieri, Antonino Cannavacciuolo e Giorgio Locatelli, sempre vicini ai concorrenti e disponibili a dare una mano, ovviamente nei limiti delle loro possibilità. Mi è spiaciuto non poter continuare la permanenza nella cucina di MasterChef perché ero entrata per cercare di vincere. Ma la sconfitta costituisce uno stimolo per continuare: le sconfitte aiutano a crescere, imparando dai propri errori».

Intanto, fra i progetti in corso di realizzazione, l’avvio di un’interessante esperienza di home restaurant. Infatti, Anna intende rendere la sua professione di nutrizionista integrativa all’attività in cucina. «Oltre all’ambulatorio di nutrizionista da oggi (ieri per chi legge, ndr) ho avviato questa attività di home restaurant, in casa mia proprio di fianco all’ambulatorio, in cui metto a disposizione quindici coperti e una proposta di menu che vario ogni settimana, ma che posso elaborare anche integrandola con eventuali specifiche richieste da parte degli ospiti».



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