A Copparo si ricordano i 54 internati deceduti «E chi tornò dai lager ne portò a lungo i segni»

Giovedì al Museo “La Tratta” la conferenza dello storico Bertelli «Nel 1943 la maggior parte dei copparesi rifiutò di aderire alla Rsi» 

L’OMAGGIO

In occasione del Giorno della Memoria 2022 si terrà, grazie alla sensibilità dell’amministrazione comunale di Copparo e alla disponibilità delle associazioni che gestiscono il Museo “La Tratta”, una conferenza in ricordo dei 54 Imi (internati militari) copparesi che non ritornarono a casa. Alla cerimonia parteciperanno le rappresentanze delle associazioni combattentistiche e d’Arma. L’iniziativa vede in cabina di regia gli Archeologi dell’Aria e vuole ricordare i copparesi vittime dell’Olocausto. L’incontro commemorativo è al museo di via Goito 4 giovedì, dalle 15.30. Il programma prevede, dopo i saluti del sindaco Fabrizio Pagnoni, l’intervento di Gian Paolo Bertelli sul tema “I 54 Imi (internati militari italiani) copparesi che non tornarono a casa”. A seguire si parla di Radio Caterina, apparecchio ricevitore radio ricavato da materiale di recupero dai lager e utilizzato dai prigionieri per captare le stazioni militari. L’accesso è previsto solo con prenotazione del posto al 338.3188668, nel rispetto della vigente normativa anti Covid.


Ed è proprio lo storico e appassionato Bertelli a raccontare la tragedia degli internati: «Dopo l’8 settembre 1943 i militari italiani, spesso lasciati allo sbando senza ordini e disposizioni da parte dei comandi, furono messi di fronte alla scelta se continuare la guerra al fianco dell’alleato tedesco, oppure rimanere fedeli al giuramento fatto alla Casa Sabauda, che aveva firmato l’armistizio con gli Alleati. Anche i copparesi che rifiutarono di aderire alla Repubblica sociale italiana alleata dei nazisti furono diverse centinaia, la quasi totalità dei militari in armi».

TANTE TRAGEDIE

La scelta costò loro cara: «Quelli che tornarono dai lager tedeschi portarono i segni indelebili dei patimenti subiti e cinquantaquattro di loro persero la vita, chi a Cefalonia, chi come il tenente Werter Marchi, Medaglia d’argento al Valor militare, che rifiutando di deporre le armi e contrastando l’avanzata tedesca in Albania pagò con la vita questo gesto di eroismo, chi ancora perendo durante il trasporto via mare su vecchie carrette dirette ai lager tedeschi e chi, infine, morendo a causa delle angherie e privazioni subite nei campi di prigionia nazisti».

Questi 54 Caduti provengono da tutte le specialità del Regio Esercito: Marina, Aviazione, Fanteria, Cavalleria, Genio, Formazioni partigiane e sono presenti anche due appartenenti alla Milizia volontaria sicurezza nazionale, l’unità creata da Mussolini per affiancare il Regio Esercito. E giovedì sarà ricordata anche una guardia di pubblica sicurezza di Saletta, Adriano Tamisari, torturato e ucciso dalle SS nella tristemente famosa Risiera di San Sabba a Trieste, nell’autunno del 1944.

RADIO CATERINA

Dopo la commemorazione dei 54 Imi copparesi, ci sarà una riproposizione delle trasmissioni destinate alla Resistenza irradiate dalle emittenti attive in quegli anni, in particolare Radio Londra e Radio Bari (Italia combatte). Trasmissioni che verranno ricevute dalla copia fedele di Radio Caterina, ovvero l’apparecchio costruito con mezzi di fortuna dai compagni di sventura di Giovannino Guareschi nel lager di Sandbostel (in Sassonia, Germania) nel 1944.

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