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Memorie, via a una settimana di eventi. Moni Ovadia: «Festival non è un’offesa»

Il direttore del Teatro Comunale replica al presidente del Meis: se non si parla con il direttore che sapeva tutto, non ho colpa

FERRARA. Il Festival delle Memorie, meglio, come ora è stato chiamato, la Settimana delle Memorie, avrebbe dovuto essere un’occasione per la condivisione del dolore che più popoli, di diverse culture, in luoghi e tempi diversi, hanno subito. Invece, anche questo tema si è rivelato divisivo, almeno per com’era stato posto, e sono arrivate forti polemiche.

Il direttore del Teatro Comunale di Ferrara, Moni Ovadia, principale autore della manifestazione che si terrà a Ferrara dal 25 al 30 gennaio, è stato accusato dal presidente del Meis di Ferrara, Dario Disegni, e dalla presidentessa dell’Unione delle Comunità Ebraica Italiane, Noemi Di Segni, di aver creato un evento banalizzante e offensivo per l’intero popolo ebraico, perché organizzato in concomitanza con il giorno della Memoria della Shoah.


LA REPLICA

Moni Ovadia non ci sta e rigetta le accuse con fermezza: «Vorrei precisare che il Meis è stato informato dell’iniziativa da molto tempo e abbiamo ricevuto la piena condivisione da parte del direttore Amedeo Spagnoletto, ma se direttore e presidente non riescono ad andare d’accordo, questo è un loro problema, ma non mio. Le accuse di “distorsione, banalizzazione, diluizione e spettacolarizzazione” rivoltemi dalla presidentessa dell’Ucei, Noemi Di Segni sono senza senso, da quando in qua parlare di altri genocidi è banalizzarne altri? Chi sono loro, il Sillabo, che decide di come se ne deve parlare? Il Giorno della Memoria della Shoah verrà celebrato dalle autorità come sempre. Dietro a tutte queste polemiche vedo solo un tentativo banale di dare un imprimatur sulle manifestazioni che avvengono in città. Nessuno può tapparmi la bocca e io, in quanto ebreo, posso avere un’opinione diversa dalla loro, anche perché noi non abbiamo una figura simile al Papa che decide e impone le regole, non c’è una classifica del dolore, dove si può definire chi ha sofferto di più o di meno. In questo vedo la malafede, c’è volontà di evocare a sé l’unico diritto. Io mi limito a fare ciò che è giusto fare, la comunità ebraica faccia altro, nessuno li obbliga ad aderire a ciò che faccio io».

AVANTI COL FESTIVAL

Uno degli ispiratori di Moni Ovadia per la costruzione di tale evento è stato il giornalista di origine ebraica Gabriele Nissim, presidente dall’associazione Gariwo e promotore del concetto di Giusto tra gli Uomini “chiunque ha messo a rischio la propria vita per salvare altre persone è un Giusto”.

Il nome della manifestazione è cambiato da Festival a Settimana e pur dando il suo assenso, il direttore del Teatro Comunale, preferirebbe continuarlo a chiamare Festival: «Oggi si fa festival su tutto, non è più solo quello della canzonetta, anche tematiche come filosofia ed economia ne hanno uno loro. Ma non importa come lo vogliamo chiamare e credo proprio che questo diventerà un appuntamento fisso ogni anno, questo non sarà un tribunale ma un’iniziativa che mira a creare una cultura di pace, il problema della Memoria intesa come edificatrice di valori di pace è qualcosa di universale e non riguarda un solo episodio».

IL PROGRAMMA

Per ogni Memoria è previsto un incontro/conferenza alle ore 17.30 al Ridotto del Teatro e uno spettacolo/concerto in Teatro alle ore 20.30. Tutte le conferenze al Ridotto saranno introdotte e coordinate dal professor Franco Cardini. Ecco il programma completo.

Martedì 25 – Armeni

Ore 17.30 Ridotto del Teatro: conferenza sul genocidio armeno a cura di Franco Cardini con Antonia Arslan e Aldo Ferrari.

Ore 20.30 Teatro: concerto di Gevorg Dabaghyan

Mercoledì 26 – Curdi

Ore 17.30 Ridotto del Teatro: conferenza sul genocidio curdo a cura di Franco Cardini con Luigi Lucchi e Ylmaz Orkan.

Ore 20.30 Teatro: concerto della cantante curda Aynour Dogan

Giovedì 27 – Sinti, Rom, Ebrei

Ore 10 Teatro: saluti del prefetto Rinaldo Argentieri, del sindaco Alan Fabbri e del rappresentante della Consulta provinciale degli Studenti; intervento del professor Andrea Baravelli.

Ore 11 Teatro: spettacolo per le scuole “Senza confini. Ebrei e zingari”.

Ore 17.30 Ridotto del Teatro: conferenza di Franco Cardini con Ovadia, Marina Montesano e Djana Pavlovich

Ore 20.30 Teatro: spettacolo “Senza confini. Ebrei e zingari”.

Venerdì 28 – Tutsi

Ore 17.30 Ridotto del Teatro: conferenza a cura di Franco Cardini con Yolande Mukagasana (Rwanda), autrice del libro “La morte non mi ha voluta”, e Patrizia Paoletti Tangheroni.

Ore 20.30 Ridotto del Teatro: proiezione del film “Accadde in aprile” (Raoul Peck, 2005).

Sabato 29 – Ebrei

Ore 12 Ridotto del Teatro: incontro a cura di Fabio Levi (presidente del Centro studi internazionale “Primo Levi”) con il regista Valter Malosti, Domenico Scarpa e Carlo Boccadoro.

Ore 18 Ridotto del Teatro: conferenza a cura di Franco Cardini con Moni Ovadia, Vittorio Bendaud, Stefano Levi della Torre.

Ore 20.30 Teatro: “Se questo è un uomo” spettacolo di e con Valter Malosti

Domenica 30 – Ebrei

Ore 10.15 Ridotto del Teatro: La memoria rende liberi, a cura di Jazz Studio Dance.

Ore 11 Ridotto del Teatro: presentazione del libro di Piero Stefani “La parola a loro”. Dialoghi e testi teatrali su razzismo, deportazioni e Shoah (Giuntina-2021), con Moni Ovadia, Amedeo Spagnoletto, letture di Magda Iazzetta e Fabio Mangolini e la partecipazione dell’Accademia Corale Vittore Veneziani.

Ore 16 Teatro: “Se questo è un uomo” spettacolo di e con Valter Malosti.



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