Ferrara. Una “diretta” storica e un testo teatrale. Così il Navarra ricorda la Shoah

Oggi, 27 gennaio, lezioni in classe e visita guidata al Ghetto ebraico. Il preside Urbinati: "Né a destra, né a sinistra. Ma con la storia". Toccanti letture alla Caserma Bevilacqua

Giornata della Memoria: il ricordo degli ebrei ferraresi alla Caserma Bevilacqua

FERRARA. Uno spettacolo teatrale ideato e diretto dal professore Vincenzo Gragnaniello (alle 11.30, alla sala Estense, purtroppo non aperto al pubblico per i soliti motivi Covid). Le autorità competenti hanno infatti previsto una capienza per un massimo di 80 persone, capienza che sarà in pratica “utilizzata” solo dalle scuole, senza quindi lasciare spazi al pubblico) e messo in scena dagli studenti; una diretta streaming sulla piattaforma Google Meet anche in questo caso condotta dagli studenti dai luoghi simbolo dell’Olocausto ferrarese a cominciare dal Ghetto ebraico, e dunque via Mazzini, via Vignatagliata, via Vittoria, per ritornare ancora al Ghetto. Tutto per rendere omaggio alla giornata in cui si commemorano le vittime dell'Olocausto.

Le lezioni

Lezioni condotte dagli studenti Lorenzo Bandiera e Andrea Querzoli (e altri) per le classi seconde, mentre altre lezioni sono previsti all’inizio nella sede del “Navarra” a Malborghetto di Boara sempre a cura degli studenti, che sono e saranno i grandi protagonisti di questa giornata dedicata alla Memoria. E poi, ancora, una visita al cimitero ebraico di via delle Vigne.

«Né a destra, né a sinistra – ha detto ieri senza tanti giri di parole il preside del Navarra, Massimiliano Urbinati introducendo a Malborghetto la presentazione delle iniziative – bensì dalla parte della Storia. C’è necessità di recuperare un senso di appartenenza – ha detto ancora il preside Urbinati – che nella scuola significa sapere da dove si viene per sapere dove si vuole andare».

Il preside ha poi lasciato la parola ai ragazzi, peraltro in un momento in cui le scuole sono più occupate a gestire l’emergenza sanitaria che a investire nella sperimentazione didattica. Per questo la Settimana della Memoria del Navarra (27 gennaio-5 febbraio) testimonia che la scuola può ancora superare le criticità del momento, «realizzando – come Urbinati ha detto assieme agli insegnanti impegnati – esperienze autentiche di apprendimento formale e non formale e facendosi modello di aggregazione nell’epoca pandemica della disgregazione dei rapporti umani, caratterizzandosi come fucina di innovazione e di ricerca. Alle soglie della seconda celebrazione all’epoca del Covid, la scuola deve tornare a essere cuore pulsante della comunità, dispensatore di esperienze autentiche».

La corona

Intanto, ieri mattina, 26 gennaio,  si è tenuta la prima cerimonia ufficiale delle iniziative del Comitato 27 Gennaio. Alla caserma Bevilacqua, in corso Ercole I d’Este, è stata deposta una corona al cippo che ricorda i cittadini ebrei ferraresi reclusi in quella caserma nel gennaio del 1944. Oltre alle autorità civili, militari e religiose, erano presenti alcune classi ferraresi. Agli studenti è stato dato il compito di leggere una toccante lettera di Gino Ravenna, il campione della Pgf che aveva partecipato alle Olimpiadi di Londra e poi fu imprigionato lì. Momento molto commovente anche la lettura della poesia di Joyce Lussu "C'è un paio di scarpette rosse".

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